Il primo consiglio comunale di Isernia dell’era d’Apollonio, svoltosi ieri, ha riservato non pochi colpi di scena. Il primo è stato quello relativo all’elezione del presidente del Consiglio. A Gianni Fantozzi, dato per favorito alla vigilia per essere eletto in questo ruolo, la maggioranza ha preferito Giuseppe Lombardozzi. Già ad inizio seduta, in realtà, si era capito che la maggioranza avrebbe virato in questa direzione visto che lo stesso Fantozzi non si era presentato in assise. Segno eloquente di dissenso verso i suoi colleghi del centrodestra che, evidentemente, qualche ora prima avevano trovato la quadra sul nome di Lombardozzi, escludendo di fatto lo stesso Fantozzi dalla partita per la presidenza.

Una spaccatura iniziale nella coalizione di d’Apollonio evidenziata prontamente in aula anche dal consigliere di opposizione Giovancarmine Mancini, subentrato al posto di Gabriele Melogli, dimessosi nei giorni scorsi dalla carica di consigliere. In realtà l’opposizione, con il consigliere Vincenzo Di Luozzo, nel corso della seduta, ha chiesto alla maggioranza di trovare l’intesa su un nome terzo condiviso. Tant’è vero che il consiglio è stato sospeso per qualche minuto. Tuttavia, l’intesa non si è concretizzata e la maggioranza è andata per la propria strada.

Alla fine, dunque, il consigliere Lombardozzi è stato eletto alla quarta votazione. Su 31 votanti (oltre a Fantozzi era assente anche la consigliera Irma Barbato) ha ottenenuto 19 voti, contro i 7 di Fantozzi. Cinque le schede bianche. Il consigliere, già alla terza votazione, aveva ricevuto l’ok per l’elezione, ma la votazione è stata annullata perché il numero delle schede dei votanti è stato superiore ai consiglieri presenti in aula. Per questo si è resa necessaria una quarta votazione a maggioranza semplice. Anche perché nelle precedenti due, svoltesi a maggioranza qualificata, non era stato raggiunto il quorum dei due terzi.

A far discutere, dopo che il sindaco ha presentato le linee programmatiche, è stata però anche la questione riguardante la formazione della Giunta. Rispetto alle previsioni della vigilia non c’è stato alcun cambiamento dell’ultim’ora. Il sindaco ha annunciato, infatti, la composizione di una Giunta composta da sette assessori con tre donne e quattro uomini: Emanuela Guglielmi, Maria Antonella Matticoli, Sonia De Toma, Pietro Paolo Di Perna, Domenico Chiacchiari, Eugenio Kniahynicki e Cesare Pietrangelo che ricoprirà la carica di vicesindaco (vedi in basso la videointervista a Pietrangelo).

Tuttavia, la consigliera Rita Formichelli – che ha precisato di non voler fare ostruzionismo né contenziosi – ha fatto notare che con tre donne nell’esecutivo la quota del 40 per cento delle quote rosa imposta dalla legge Delrio non è stata rispettata. Il calcolo va fatto tenendo conto anche del sindaco (esiste in proposito una circolare del ministero dell’Interno) e quindi su otto componenti e non su 7. Tre donne, rispetto a un totale di 8, rappresentano il 37.5 per cento: meno della percentuale del 40 imposta dalla legge.

Formichelli in particolare ha fatto presente che ci sono sentenze autentiche del Tar, del Consiglio di Stato e della Corte costituzionale, che ritengono che la misura non inferiore al 40 per cento sia una norma precettiva e inderogabile. In sostanza, sotto la soglia del 40 per cento di presenza femminile in una giunta comunale non si può scendere. Quindi, anche se il 40 per cento di 8 da come risultato 3,2 tale cifra, però, non si arrotonda per difetto – come specificato dalla consigliera – a causa della cosiddetta ‘endiade’ nel senso di un rafforzativo, che non può essere assolutamente inferiore. (La percentuale minima di rappresentanza è, infatti, ancorata ad un valore numerico oggettivo, preciso e puntuale). Morale della favola: occorre inserire in giunta un’altra donna. Il sindaco d’Apollonio ha ringraziato Formichelli per aver portato alla luce questo problema, riconoscendo la questione fondata, riservando di approfondirla e se nel caso a provvedere di conseguenza (vedi in basso la videointervista al sindaco d’Apollonio).

Va detto che d’Apollonio ieri ha solo annunciato la Giunta e non ha ancora fatto le nomine, che saranno valide solo al momento dell’accettazione degli incarichi da parte degli interessati, né ha provveduto ad assegnare le deleghe. Cose queste che dovrebbero avvenire nei prossimi giorni.

Il sindaco ha, quindi, ancora tempo per aggiungere eventualmente un’altra donna in Giunta. Teoricamente in questo caso sarebbe in pole position per un posto nell’esecutivo Elisabetta Lancellotta della lista ‘Insieme per il Molise’. Tuttavia, bisogna anche considerare che nessun incarico, al momento, è stato dato a Tedeschi che ha sostenuto d’Apollonio al ballottaggio. E non è da escludere che questa vicenda possa riaprire i giochi anche in tal senso. Il generale, dunque, dovrà risolvere ora anche due problemi politici: sistemare l’assetto della giunta e ricucire lo strappo interno alla propria maggioranza in merito alla questione Fantozzi.

(Vedi in basso la galleria fotografica,realizzata da Mario Greco, del Consiglio comunale svoltosi ieri):