Striscione in difesa dell'ospedale di IserniaRiunione all’insegna della contestazione nei confronti del Governo regionale, su come intende riorganizzare la sanità, quella dell’Assemblea dei Sindaci che si è svolta ieri sera nella sala consiliare della Provincia di Isernia gremita come non mai (circa 300 le persone presenti). Tanti i cittadini e i rappresentanti dei Comitati intervenuti per ascoltare dal Governatore Frattura come cambierà la sanità molisana e quella provinciale. La seduta è iniziata in un clima infuocato con i cittadini presenti che, in segno di protesta per via del fatto che non avrebbero potuto parlare, hanno girato le spalle al presidente della Regione.IMG_8571 Frattura, dopo che in sala è ritornata la calma ed è stata data anche ai cittadini la possibilità di poter interloquire, ha esordito parlando della questione del personale. il presidente ha spiegato che, essendo la Regione Molise in piano di rientro dal 2007, è stato impossibile integrare i circa mille lavoratori Asrem che, nel corso degli ultimi anni, hanno lasciato il servizio. Tuttavia, grazie alla legge di stabilità, sarà possibile tornare ad assumere. Il Governatore, per quanto riguarda i conti della sanità, ha poi sottolineato che è stato avviato un percorso ben preciso affinché nei prossimi tre anni la difficile situazione di disavanzo economico possa essere colmata. Frattura si è, quindi, soffermato sulla trasformazione della rete ospedaliera. Ci sarà un Dea di primo livello a Campobasso con due ospedali collegati in rete, ossia Isernia e Termoli. IMG_8565Per il Caracciolo di Agnone c’è il riconoscimento di ospedale area disagiata. I cambiamenti maggiori si avranno, invece, a Venafro e Larino. In questi casi ci sarà la riconversione in ospedali di comunità. Il Governatore ha anche assicurato che al Veneziale di Isernia non è prevista la chiusura di alcun reparto e che sono stati risolti i problemi per poter usufruire delle nuove sale operatorie. Rimane il problema del punto nascita. Frattura ha evidenziato, a tal proposito, che dal 2011 ad oggi la soglia dei parti è stata inferiore al minimo di 500 prevista dalla normativa per mantenere in piedi il reparto. Duecento parti, però, avvengono in Campania. La Regione si è, quindi, impegnata a recuperarli e a raggiungere la soglia dei 500 parti entro il 2017. Le critiche, soprattutto da parte dei rappresentanti dei Comitati, sono arrivate, però, quando il Governatore ha negato che in questa riorganizzazione della sanità sia stata data attenzione soprattutto alle strutture private rispetto a quelle pubbliche. IMG_8577Circostanza questa contestata, dopo che il Governatore ha terminato il suo intervento ed è stato dato spazio ai sindaci, ai Comitati e ai cittadini, dal dottor Lucio Pastore che, invece, ha evidenziato il troppo spazio che viene dato, a suo giudizio, alle strutture private e, al contrario, gli scarsi investimenti su quelle pubbliche. Ha chiesto, inoltre, di poter avere dati più dettagliati sulla riorganizzazione della sanità. Il sindaco di Venafro, Antonio Sorbo, da parte sua, ha ricordato a tutti la necessità di essere concreti su temi così importanti. A tal proposito, ha evidenziato la battaglia della sua amministrazione in difesa del Santissimo Rosario e il sostegno dato al locale Comitato. Tanto è vero che la testimonianza di questo impegno sta nel fatto che la riconversione del nosocomio è attualmente bloccata per via di un ricorso pendente contro lo smantellamento dell’ospedale. Il primo cittadino ha anche messo in evidenza che il Consiglio comunale di Venafro è stato uno dei pochi a fare una delibera per chiedere che alla sanità privata non sia dato uno spazio superiore al 30 per cento. Infine, da registrare l’intervento di Emilio Izzo che ha criticato i sindaci per non essere intervenuti negli ultimi due anni e mezzo, a parte eccezioni. E ha concluso auspicando di non effettuare tagli sulla sanità. L’Assemblea dei Sindaci, viste le tante opinioni divergenti, alla fine è stata aggiornata a data da destinarsi.